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Il processo dura circa 30 minuti e si sviluppa automaticamente nelle seguenti fasi:
1. I rifiuti vengono caricati nella cella di sterilizzazione, viene chiuso il coperchio e viene dato inizio al trattamento premendo un pulsante
2. Il rotore inizia a girare lentamente iniziando così a triturare il materiale, contemporaneamente comincia a salire la temperatura.
3. Il rotore cambia velocità e comincia a girare velocemente, la temperatura comincia a salire bruscamente e contemporaneamente il prodotto viene finemente triturato.
4. Raggiunti i 96-100° l’incremento della temperatura subisce una sosta finché l’acqua presente nel prodotto non evapora completamente.
5. Quando l’acqua è evaporata tutta, la temperatura riprende a salire rapidamente fino a 150°
6. La massa viene nuovamente inumidita con immissione di acqua, quanto basta per portarla alla temperatura di 95°C .
7. Il ciclo di sterilizzazione è ultimato. Il prodotto mediante l’apposito sistema pneumatico viene scaricato nel contenitore di raccolta.
I vapori che si liberano per evaporazione dei liquidi sono trattati in un gruppo filtri composto da 1 filtro assoluto e da 4 filtri carbone attivo. L’acqua e i gas condensabili, sono scaricati nel sistema fognario in quanto i loro valori rientrano nei limiti fissati dalla legge vigente.
Durante il processo, in conseguenza dell’elevata temperatura, le materie plastiche e i rifiuti vengono completamente “trasfigurati” in granuli di un colore omogeneo grigio-marrone e di piccole dimensioni.

Gli effetti sterilizzanti che si realizzano contemporaneamente durante il processo sono:
• Rottura delle membrane cellulari
• Lisi termica delle proteine per reazione con l’acqua
ROTTURA DELLE MEMBRANE CELLULARI
Nello sterilizzatore NEWSTER 10, il riscaldamento dei rifiuti avviene per urti e attriti generati da un rotore ad alta velocità che, oltre a riscaldare, disintegra la massa e la mantiene in agitazione.
Questi urti generano calore a livello diffuso e, secondo le leggi della fisica, l’urto comporta deformazioni di compressione che agiscono sul movimento vibrazionale molecolare ( cioè sulla loro temperatura ).
Le parti che vengono coinvolte dalla deformazione ricevono, sotto forma di energia termica, l’energia cinetica persa dal corpo che genera la percossa.
Essendo il materiale ridotto dal rotore alla dimensione di particelle, la deformazione dovuta all’urto interessa tutta la massa di ogni particella. Perciò le particelle si riscaldano contemporaneamente in tutta la loro massa e non solo sulla superficie esterna, come avviene nelle autoclavi.
In questo modo già durante la polverizzazione con riscaldamento dei rifiuti fino ai 100°C i microrganismi più termosensibili vengono eliminati dall'azione combinata del vapore, creato dai liquidi evaporati, e degli impatti meccanici creati dal rotore, che provoca la rottura delle membrane cellulari dei microrganismi,la cui degradazione strutturale ne provocherà l'eliminazione.
Nelle autoclavi, il vapore non svolge azioni meccaniche sui microrganismi in quanto la loro pressione interna corrisponde grosso modo alla pressione del vapore. L’apparecchiatura Newster®, invece, svolge delle azioni meccaniche che comportano la rottura delle membrane e quindi la morte dei microrganismi.
REAZIONI ACQUA-PROTEINE ("shock termico")
Una volta raggiunta la temperatura di sterilizzazione (150°C), il raffreddamento viene effettuato con brevi spruzzature automatiche di acqua comandate da un regolatore di temperatura.
L’acqua in un primo istante si distribuisce nella massa umidificandola e immediatamente dopo evapora sottraendo energia. Questo processo di umidificazione e di evaporazione viene ripetuta ogni pochi secondi per tutta la durata della fase di raffreddamento, per cui il reagente “acqua” si presenta nelle due forme fisiche, sia di liquido che di vapore, il quale, aumentando la pressione interna delle cellule, ha come effetto l'esplosione delle proteine delle membrane per reazione con l'acqua, quindi la morte dei microbi per un effetto meccanico, contemporaneamente e indipendentemente dal loro numero.
L'IPOCLORITO DI SODIO PER DEODORARE (OPTIONAL)
Il processo Newster non è un processo chimico. L'ipoclorito di sodio non interviene nel processo di sterilizzazione ma è stato previsto il suo utilizzo in minima quantità nei casi in cui si voglia attenuare l'odore particolarmente sgradevole dei rifiuti durante il trattamento.
I risultati delle analisi microbiologiche del residuo sono identici con o senza ipoclorito, di cui le analisi chimico-fisiche effettuate sul residuo, sull'acqua e sull'aria, non hanno rilevato traccia.
La sterilizzazione dei rifiuti si ottiene unicamente per effetto dell'intensa polverizzazione e dello shock termico.
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